Massimo Troisi

Massimo Troisi

Troisi assecondava le nostre paure e i nostri dubbi religiosi, e su tutto ci aveva detto una cosa che avremmo potuto identificare come il nostro Sessantotto: potevamo essere inadeguati in amore. Era quello il nostro tema bruciante, l’inadeguatezza meridionale di fronte alla disinvoltura degli altri rispetto alla vita. Dove per vita a vent’anni si intende un compromesso – quello sì storico – tra amore e libertà, e Troisi ci autorizzava a sbagliare, ci aveva detto che potevamo non sposarci, potevamo fare tutto, anche dire alle ragazze troppo disinvolte: state con i vostri fidanzati. Era il nostro Woody Allen, al posto dell’ebraismo c’era la napoletanità che diventava meridionalismo arrivando dove Antonio Gramsci non poteva spingersi, e cioè tra le cosce delle femmine. Continua a leggere “Massimo Troisi”

Italiani, brava gente

Italiani, brava gente

“Mi hanno legata al letto ed hanno cominciato. Ci si sono messi in tre, ma non ci sono riusciti. Dicevano che era colpa mia, che ero una stupida perchè urlavo e mi dimenavo. Dovevo star ferma e tutto si risolveva in un attimo. Poi hanno preso una cosa, me l’hanno infilata dentro e ci sono riusciti…Perdevo sangue, avevo un dolore terribile, ho pregato che avessero pietà, ho chiesto aiuto… mi hanno curata con una doccia di acqua e sale. Altro dolore.  Continua a leggere “Italiani, brava gente”

Justice for Zohra Shah

Justice for Zohra Shah

Zohra, una bambina di otto anni assunta come domestica in Pakistan, muore malmenata dai suoi datori di lavoro. I “datori” erano una coppia benestante di Rawalpindi, in Pakistan. Questi l’avevano “assunta” quattro mesi fa in un villaggio poverissimo del Punjab, con una truffa: promettendo di farla studiare e ingannando la sua famiglia (che vive in condizioni disperate e non può permettersi un’adeguata istruzione) Zohra é l’esempio che c’è ancora molto da fare non solo per i diritti delle donne di ogni età, ma anche e soprattutto peri diritti umani.  Continua a leggere “Justice for Zohra Shah”

Sarah Hijazi

Sarah Hijazi

Lei è Sarah Hijazi, una ragazza egiziana di 30 anni che si è suicidata lasciando questo biglietto :

“Ai miei fratelli, ho provato a sopravvivere ma ho fallito. Ai miei amici, l’esperienza è stata dura e io ero troppo debole per lottare. Al mondo, sei stato davvero crudele, ma io ti perdono”.  Continua a leggere “Sarah Hijazi”

James Bowen e il gatto Bob

James Bowen e il gatto Bob

Hodder & Stoughton e James Bowen sono tristi di annunciare la morte di Bob il gatto il 15 giugno all’età di almeno 14 anni.

James, un drogato in recupero, incontrò Bob per la prima volta nel 2007 quando lo trovò abbandonato e ferito. James si è preso cura di Bob che a sua volta gli ha dato un motivo per alzarsi ogni mattina. Diventarono rapidamente inseparabili, rompendo e vendendo The Big Issue per le strade di Londra. Continua a leggere “James Bowen e il gatto Bob”

Matthias William Baldwin

Matthias William Baldwin

Sapete chi è Matthias William Baldwin? Ve lo dico io, è un inventore statunitense nato nel 1795, per lo più bazzicava intorno ai motori a vapore, ma non solo per questo ha una statua a Philadelphia.
Ha una statua a Philadelphia perchè in un periodo di schiavismo è stato
ferocemente abolizionista, ha costruito con i suoi soldi una delle prime scuole per bambini di colore quando era ancora vietato insegnare a chi aveva quel colore di pelle.
Baldwin è famoso anche per aver pagato di tasca sua il salario degli insegnati quando lo stato ha scoperto a chi spiegavano storia e insegnavano a leggere e scrivere e ha tagliato i ponti.  Continua a leggere “Matthias William Baldwin”

Farida Ivryenne

Farida Ivryenne

Farida Ivryenne è una donna di 52 anni: infermiera, ha lavorato per 3 mesi tra le 12 e le 14 ore al giorno. Una di quelle che chiamavamo “eroi”. Gli eroi che lavoravano ad orari estenuanti salari ridotti e condizioni igienico-sanitarie ridicole. I lavoratori che abbiamo chiamato eroi per lavarci la coscienza. Continua a leggere “Farida Ivryenne”